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Hi-Art 05 - The Magazine - Editoriale di Roberto Morese

Nel 2011 ricorre il centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia, uno Stato, il nostro, che sin dall'inizio della sua nascita non si fondava su tradizioni politiche univoche ma si basava su una nazione culturale di antiche origini, che costituiva un forte elemento unitario in tutto il territorio.

Ripercorrere il cammino che dal Risorgimento ha portato all'unità nazionale ci permette di riflettere su un periodo storico che ha rappresentato fedelmente gli umori persistenti ed intrecciati di un secolo tumultuoso, così ben raccontati dai tanti pittori ottocenteschi.
Un periodo, il Risorgimento, attraversato dalle gesta di uomini come Cavour, Garibaldi e Mazzini, di famiglie speranzose di diventare cittadini di una autonoma e libera nazione; una fase storica, crogiuolo di istanze e di emozioni che non si sono esaurite in quel lontano 17 Marzo 1861, ma che continuano a rimbalzare nella modernità collegando quel tragico momento alle tante contraddizioni presenti in una società contemporanea che sta rischiando di frammentarsi di nuovo in mille rivoli locali.
Quel sentimento di unità nazionale, forgiato dal Risorgimento che ci ha consegnato l'unica Italia possibile, ha attraversato un secolo e mezzo di eventi, spesso drammatici, come può esserlo ogni conflitto che vede distruggere il tessuto vitale di un Paese, ma ha anche visto miracoli di ricostruzione e di sfide impossibili, solo da immaginare, che hanno fatto diventare grande il nostro Paese nel mondo.
Ma per continuare ad alimentare e far crescere tale sentimento nella coscienza di una nazione, bisogna nutrire i sogni, le aspirazioni e i bisogni della parte più sana di ogni Paese, i giovani. Dare speranze può essere il collante necessario per una società piena di incertezze sul proprio futuro, può contrastare con forza e convinzione il male sempre presente di chiudersi nel proprio campanile e nelle proprie comunità.
Quel sentimento di unità deve invece aprire una nazione, e farci diventare cittadini solidali con chi ci circonda, tra il nord ed il sud dell'Italia,tra l'Europa e i paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, e che oggi premono, con disperazione, sui Paesi più ricchi per continuare a coltivare il sogno di una vita migliore per i loro figli.
Scommettere sui giovani è il modo migliore di costruire un futuro comune e di nutrire quel sentimento di unità nazionale non con falsi idoli, legati a passati diversi ed oggi lontani, ma con ideali per crescere e vivere in un Paese normale.
Nella narrazione di un secolo e mezzo di storia d'Italia, con la straordinaria lente dell'arte, si può restituire al nostro Paese la consapevolezza di un primato culturale che può ritornare ad essere quel forte elemento comune per un popolo che, da sempre, vive a stretto contatto con la bellezza.

di Roberto Morese

in copertina:
Francesco Hayez, Meditatio

BIENNALE DI VENEZIA 54 ESPOZIZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE PADIGLIONE ITALIA/ACCADEMIE  
HI-ART #3
Premio nazionale delle arti
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