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Premio Nazionale delle Arti

Il Premio Nazionale delle Arti
Nella scuola e nella società italiana si percepisce chiaramente quanto l’arte, la musica, il pensiero e le pratiche del teatro e della danza siano marginali, oggi, alla formazione e alla crescita culturale dei giovani.
L’immagine, l’apparire, il successo, sembrano essere le maggiori e talvolta uniche aspirazioni di tutta una generazione nella quale i giovani più sensibili faticano a trovare l’essenza del proprio vivere, l’orizzonte a cui guardare durante il processo di costruzione della propria identità e di conquista della propria autonomia, che contraddistinguono l’età adulta.
La formazione artistica, invece, deve rivestire un ruolo centrale per lo sviluppo delle generazioni future in quanto istanza culturale di saperi e di “saper fare” che, più di ogni altra, è in grado di superare ogni barriera: culturale, etnica o religiosa.
Proprio per questo, in un paese come l’Italia, culla e custode di oltre il sessanta per cento di capolavori e di beni culturali presenti in tutto il mondo, la formazione artistica deve rivestire un ruolo prioritario e irrinunciabile e attraversare i programmi e le didattiche di tutto il sistema formativo nazionale, sin dalla più tenera età, con l’aiuto della pratica artistica e musicale.
In questa prospettiva il Premio Nazionale delle Arti, promosso con sensibilità e cura dalla Direzione Generale dell’AFAM e giunto alla VI edizione, ha avuto l’indubbio merito di aver fatto aprire i cancelli di Accademie e Conservatori, incentivando le istituzioni artistiche e musicali a conoscersi meglio e a confrontarsi.
In pochi anni il concorso ha modificato usi e consuetudini consolidate, premiando maggiormente le istituzioni più vitali e dinamiche del sistema, che non hanno avuto timore di uscire da recinti e confini culturali e di contaminarsi, di scommettere fortemente sull’innovazione e sui nuovi linguaggi artistici, ma anche di difendere tradizioni e saperi antichi, dando ragione a chi ha sempre ritenuto naturale il passaggio al rango universitario della formazione nei settori della musica, dell’arte, del teatro, della danza e del design.
In pochi anni, il Premio Nazionale delle Arti ha offerto uno spaccato reale di un Paese ricco di tesori e di talenti, stimolando il confronto tra le istituzioni, la voglia e la capacità di mettersi in gioco e di migliorare gli aspetti creativi e progettuali, dal momento che ogni edizione del concorso si è arricchita di novità.
Per il settore delle arti visive significativo appare il contributo dato dall’Accademia di Belle Arti di Catania che, chiamata per il secondo anno al difficile compito di organizzare la manifestazione nazionale, si è lanciata in una sfida ambiziosa e dai forti contenuti didattici e qualitativi.
L’apertura ad un confronto internazionale tra studenti di istituzioni artistiche che si affacciano sul bacino del Mediterraneo non solo aggiunge al Premio un alto profilo interculturale, ma lo ha trasformato in un potente strumento di mediazione, capace di stimolare la crescita di una nuova sensibilità al dialogo ed alla contemporaneità.
L’arte e la musica come potenti mediatori culturali su cui investire, puntando sui propri talenti, sulle proprie vocazioni e, soprattutto, sui giovani.

Mariastella Gelmini
Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Presentazione catalogo d’arte per la VI edizione del Premio Nazionale delle Arti

BIENNALE DI VENEZIA 54 ESPOZIZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE PADIGLIONE ITALIA/ACCADEMIE  
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