

Premio SIAE 2011 - MERCOLEDI 21 DICEMBRE 2011
premi e riconoscimenti
Pubblicato il 19/12/2011
Via Vincenzo Bellini, 16 - 00198 - ROMA (RM) - Lazio
21/12/2011
Premio SIAE 2011
MERCOLEDI 21 DICEMBRE 2011
Teatro Studio Eleonora Duse
Programma della serata:
ore 15:00 - 18:00 Maratoneta di Corti Teatrali
Monologhi, scene e microdrammi liberamente scelti e realizzati dagli allievi del I, II e III anno.
ore 18:30 Presentazione del film Ugo & Andrea - conversazioni in falso movimento
UGO & ANDREA
Conversazione in falso movimento
Da un’idea di Andreina Camilleri e Orsetta Gregoretti
Regia di Rocco Mortelliti
Andrea Camilleri e Ugo Gregoretti si incontrano, o per meglio dire le loro rispettive
figlie organizzano un incontro a sorpresa e i due sono “costretti” a dialogare a ruota
libera parlando della loro vita professionale e non solo. Ugo e Andrea si trovano in
campagna, fuori Roma, davanti a loro una duetto decappottabile, salgono ma nessuno
dei due sa guidare. Ugo siede al posto del guidatore, Andrea al suo fianco. La troupe ha
organizzato una sorta di camera car e farà “viaggiare” i due: l’auto sarà “spinta” a mano
mentre Ugo e Andrea si raccontano. Le immagini di sfondo sottolineeranno alcuni
passaggi del dialogo.
Cinquantacinque minuti della loro preziosa esperienza senza un attimo di tregua, tra
ricordi malinconici ed incontri straordinari. Da come Orazio Costa, suo insegnante di
regia all’Accademia , “dirottò” Andrea dalla scrittura al teatro, a come Ugo,
intervistando il ministro Fanfani cerca con la cinepresa di riprodurre lo stesso
movimento di macchina copiando una sequenza di Kubrick vista la sera prima al
cinema. Parlano di televisione, di teatro, degli attori che hanno fatto grande il cinema
italiano, aneddoti straordinari che sottolineano quella sana follia che li rende eccezionali
e unici. Una parte della nostra storia la si può ritrovare in questi cinquantacinque minuti
che ci fanno sorridere e forse un po’ riflettere. Ma soprattutto ci fanno capire come era
difficile, o forse più facile di oggi, raggiungere il proprio obiettivo. Viene fuori
comunque che la loro era una generazione attenta, colta, che guardava la vita a
trecentosessanta gradi. Pur diversi sembrano simili, continuano a sperimentare
attraverso il loro lavoro e soprattutto danno energia ai giovani, stimolandoli senza mai
salire in cattedra.